L’UOMO E LA POLITICA

 

Vi siete mai chiesto di proposito perchè ci sono tanti partiti politici?

La ragione è una sola: l'uomo con la sua molteplice visuale della vita.

E' chiaro a questo punto che ogni visuale, lievitando in una ideologia filosofica (Hobbes - Locke - Nietzsche - Marx, ecc.), debba sfociare, per la sua realizzazione, in una lotta di predominio e di sopraffazione sulle visualità altrui.

E proprio in questi termini sta la creatività, la ragione vitale e giustificante di ogni corrente politica, anche se poi alla fine, per l'insufficienza dei consensi, si è costretti alla ammucchiata democratica.

Ogni partito quindi, appunto perchè espressione di una ideologia e non delle vere esigenze dell'uomo in toto (quale animale ed angelo insieme), è il vessillifero di una bandiera a due facce contrapposte: con in una effigiato il presunto Paradiso Terrestre della propria ideologia e con nell'altra la Torre di Babele degli oppositori.

Avete mai pensato che, pur con così pochi elementi distintivi (occhi, naso, bocca), tra tanti miliardi di persone nei secoli passati, tanti nel presente ed infiniti altri nel futuro, non c'è mai stato un uomo perfettamente simile ad un altro? Non ci sarà mai: e questa non è - credetemi - una banale considerazione.

Ognuno di noi è perciò una entità e sè stante, inconfondibile ed irripetibile, con le sue pecche umane e con le sue divine astrazioni, amante della socialità, ma geloso della propria indipendenza, spinto all'altruismo ma pronto a rinchiudersi nel guscio del proprio egoismo.

Tale è l'uomo (ad eccezione dei Santi) e nessuna filosofia, nessuna coercizione, nessun partito politico potrà mai livellarlo o felicitarlo in gran dose.

Queste brevi scarne linee, con in potenza però ogni possibile maieutica, vorrebbero dare forse l'illazione che vana ed insensata è ogni aggregazione politica? No, caro amico, caro compagno e camerata!

Altra verità incontestabile: l'uomo è per eccellenza un Animale politicante. Fare quindi politica è una necessità della mente, un diritto ed un dovere per il progresso della umanità.

E allora? Qualsiasi convinzione politica, però, quando non accetta o scrolla da sè ogni afflato di relatività, abbrutisce l'uomo, ne intossica lo spirito, ne avvelena la mente e lo rende arcigno, arrogante, autoritario, antisociale, appunto perchè, secondo lui, la verità sta tutta dalla sua parte, soltanto nel suo credo politico.

In molti e molti giovani, purtroppo, traspare dal loro volto questo travaglio interno, e vorrei tanto vederli invece più sereni, più fiduciosi, più aperti!

Ognuno di noi trovi ed innalzi anzitutto entro di sè i valori dello spirito, le regole eterne della convivenza sociale, basate sull'amore e sul rispetto reciproco, e - senza fanatismo - non tralasci ugualmente alla politica il compito di proporre sempre leggi più giuste e sempre più socialmente avanzate, nella consapevolezza però che nessuna dottrina filosofico-politica potrà mai giungere al porto di una uguaglianza felice (quanta incompatibilità tra uguaglianza e felicità, e rispetto poi a quale archètipo questa uguaglianza?) in quanto è noto come su tutte le latitudini e sotto tutti i regimi c'è sempre chi si accaparra o chi nasce, con due, tre... fino a sette camicie.

 

 

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