Non vuole essere una polemica letteraria,ma solo un avvertimento verso la dilagante manìa di incolonnare in aspetto di versi qualsivoglia prosa e pretendere che si chiami POESIA.

POIESIMANIA

Questo novello poetar faceto

per cui tutti si sentono poeti,

pur se qualche favilla in sé racchiude,

non può di certo "POESIA" chiamarsi,

se assieme al sentimento non possiede

la scienza di comporre ad arte i versi.

 

Se poi per poesia - in senso astratto -

considerar si vuol quel rapimento,

quel brivido d'un bacio a fior di labbro,

che umidore non lascia sulla guancia

e via scompare come una virata,

un'impennata d'ali evanescente

tra corruschi spiragli del pensiero,

ben venga pure; ma perché ostinarsi

 

e predisporre e incorniciare in versi,

che versi poi non sono, e dimandar

che "Poesia" si chiami? Tanto vale

scriver così, come la mente ispira,

ché ovunque può tal poesia regnare:

in una bella prosa, in un bel quadro,

nel marmo che riflette un sentimento,

nel canto d'una gioia e d'un dolore.

 

Distinta quindi va la Poesia,

quale componimento svolto in versi,

da quella ch'è soltanto fantasia,

come la moda vuol nei giorni nostri!

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