FLORIO SANTINI - da "II Leccio"

Raffinato traduttore di Virgilio, egli frequenta, da grande quanto umile signore, 

 

anche i piccoli premi di  poesia, in questa terra dai lirici entusiasmi; 

 

potrebbe farsi vanto di conoscere, come oggi pochi sanno, Eneide, Georgiche e Bucoliche, 

 

invece si limita a donare qualche copia dei suoi nitidissimi libri. 

 

Come si fa a non essere meravigliati e commossi, quando un distinto vecchio ti butta gił una

 

 dedica sul frontespizio di un volume di 511 pagine, intitolato "Bucoliche e Georgiche"? 

 

Come si fa a non apprezzare la rara capacitą antologica, la

 

 memoria poetica di quello stesso medico-chirurgo, infaticabile umanista, 

 

che ti regala un altro bel volume, dal simbolico titolo "Soste lungo il cammino"? 

 

Ritengo che, quando un poeta traduce un poeta, l'intesa sia suprema...

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